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Chieti, 13 novembre 2008
C O M U N I C A T O S T A M P A
L’Assessore all’Informatizzazione del Comune di Chieti, Bassam El Zohbi, ha rilasciato la seguente dichiarazione.
«A seguito di alcune notizie circolate nei giorni scorsi riferite alla presenza di una bolletta Telecom “cocente” pari a 15.425,00 Euro a carico del Comune di Chieti, mi preme sottolineare quanto segue.
In esito a detta notizia è necessario, anzitutto, rilevare che :
la sola spesa telefonica negli anni 2002–2005 al Comune di Chieti (governato dal Centro Destra) si attestava, mediamente, sui 450.000,00 (sottolineo quattrocentocinquantamila) Euro all’anno!!!
A detta somma doveva aggiungersi la spesa per la trasmissione dati e la manutenzione che incideva per circa ulteriori 70.000 Euro all’anno!!!
Dalla metà del 2006 (ovvero da quando ricopro l’incarico di Assessore alla Informatizzazione e Datifonia del Comune di Chieti) ho avviato una drastica riorganizzazione della rete telefonica e dei servizi connessi che ha portato ai seguenti risultati:
bonifica delle linee superfluee eliminando circa 50 linee urbane per lo più attivate negli anni precedenti al mio insediamento. In particolare, per quelle che riguarda gli uffici (circa 30 linee ) le attivazioni erano state effettuate autonomamente in quanto, la mancata destinazione, da parte della precedente Amministrazione, non aveva permesso la realizzazione di reti e, quindi, il necessario accesso ad Internet; inoltre sono state eliminate linee, attivate precedentemente al 2002 , che risultavano in uso a privati ma a spese del Comune. A tal proposito sono già state attivate tutte le procedure di legge per il recupero di dette somme pagate;
riorganizzazione delle reti locali ( cosiddette LAN ) e di quelle tra edifici con centralizzazione delle uscite su Internet anche ai fini del controllo degli accessi;
realizzazione della rete Intranet;
passaggio dal gestore Telecom (dal gennaio del 2008) a Fastweb con una diminuzione delle tariffe connesse al traffico ed alla trasmissione dei dati di circa il 25%;
riduzione dei costi di manutenzione dei centralini telefonici di circa il 40 % rispetto ai canoni pagati fino a tutto il 2005;
controllo diretto ed immediato delle fatturazioni (mai avviato prima).
Se a qualcuno le attuali spese sembrano ancora elevate si consideri che, comunque , il Comune dispone di circa 300 numeri interni suddivisi su otto sedi diverse (Piazza Vittorio Emanuele II, Via delle Robinie, Viale Amendola, Via Nicolini, Delegazione dello Scalo, Autoparco, Cimitero, Impianti di Depurazione) e di circa 270 postazioni dati in rete, a cui vanno aggiunte le spese telefoniche di 32 plessi scolastici e l’intero sistema della Giustizia (Tribunale, Procura e Giudici di Pace.
E’ di tutta evidenza, quindi, anche ai profani che una rete così ampia ed articolata ha dei costi fissi che più di tanto non possono essere compressi oltre a quelli del traffico su cui l’Amministrazione sta lavorando perché siano ridotti ulteriormente mediante l’introduzione delle tecnologie VOIP e FOIP.
Oltre a ciò, è stato avviato da tempo anche il discorso relativo alla rete Wifi (già attivato nel quartiere di Brecciarola) che sarà estesa a tutta la Città entro i prossimi mesi riducendo ulteriormente i costi.
Invito, infine, tutti a non prendere troppo sul serio chi diffonde ad arte notizie false e tendenziose volte soltanto a cercare il plauso della platea e, forse, qualche voto in più, dimostrando invece, una triste realtà e cioè che i reali costi della telefonia al Comune di Chieti gli erano e gli sono del tutto ignoti.»
nov
http://ragazzidichieti.it/2008/11/09/presentazione-elettorale/
Ieri sera, 8 novembre 2008, a Chieti si è tenuta la presentazione del candidato al Consiglio Regionale Bassam El Zohbi e l’inaugurazione della nuova sede elettorale dell’Italia dei Valori della sezione di Chieti.
All’inaugurazione, oltre ad un gruppo proficuo di cittadini sono intervenuti anche il Sindaco di Chieti, Francesco Ricci, il Sen. Alfonso Mascitelli, l’Assessore Provinciale Bucci e l’Assessore del Comune di Chieti, Luigi Febo.
Ufficialmente è iniziata la campagna elettorale dell’Italia dei Valori che si prospetta dura ed impegnativa, una campagna elettorale che sarà sicuramente da affrontare con il massimo dell’impegno e dell’entusiasmo.
Le parole degli esponenti politici presenti all’inaugurazione hanno dato valore all’operato della persona di Bassam El Zohbi che sempre disponibile al dialogo con la cittadinanza si è dimostrato serio nell’affrontare le varie problematiche della città.
A mio avviso le considerazioni migliori sono arrivate dai cittadini che anche non conoscendo bene la storia della persona hanno saputo apprezzare l’operato continuo ed intenso di un individuo che ha saputo dare tutto alla città che lo ha accolto, un vero politico che lavora e contribuisce al benessere della città e del cittadino.
Nel clima caotico in cui è vissuto l’Abruzzo in questi ultimi mesi la presenza di persone serie e leali, che si adoperano per il bene comune (come dovrebbe fare ogni buon politico) rende la candidatura di Bassam El Zohbi uno stimolo al cambiamento tanto acclamato per la nostra regione, rende la possibilità di un riavvicinamento della politica al popolo ancora una cosa possibile, ancora una cosa realizzabile.
Vittorio Ramundi
E anche su chietiscalo.it:
INAUGURATA SABATO 8 NOVEMBRE LA SEDE ELETTORALE DI BASSAM EL ZOHBI E DELL’ITALIA DEI VALORI
di R.Di Monte
“devolverò ogni mese il 50% del mio stipendio da consigliere a favore del sociale, ed invito i miei colleghi a fare altrettanto, fino a quando non verrà approvata una legge seria per contenere la spesa politica.”
Con questa promessa (e non solo questa), Bassam El Zohbi si presenta all’elettorato teatino come il candidato della speranza per un Abruzzo migliore. Qualcuno potrebbe anche storcere il naso e prendere questa promessa come il solito slogan preelettorale, ma chi conosce Bassam sa che non si tratta di certo di uno slogan da accantonare una volta eletti. Molti fatti e poche parole, per un uomo che, nato in Libano 43 anni fa e da 25 in Italia, si è fatto largo anche nella vita politica cittadina con tutta la correttezza di cui è capace. Questo è quello che è stato evidenziato dai vari interventi dei partecipanti all’inaugurazione della sede elettorale del candidato a Consigliere Regionale Bassam El Zohbi per l’Italia dei Valori in via Asinio Herio a Chieti alta, tenutosi sabato 8 novembre scorso. Intervenuti tra gli altri alla serata, il Senatore di IdV Alfonso Mascitelli, l’Assessore Provinciale Ettore Bucci, il Sindaco di Chieti Francesco Ricci, l’Assessore del Comune di Chieti (nonché candidato alle prossime regionali nelle fila del PD) Luigi Febo, alcuni consiglieri comunali, tanti amici, simpatizzanti e, come in ogni manifestazione o assemblea politica che si rispetti, naturalmente anche diversi “infiltrati”, uomini simpatizzanti di altri schieramenti politici, di passaggio per vedere “che aria tira”. Tante belle parole spese dal Senatore Mascitelli e dall’Assessore Bucci, colleghi di partito di Bassam, ad evidenziare l’importanza dell’uomo rispetto al politico, l’importanza di tenere rapporti umani con i cittadini ancor più che puramente istituzionali così come prevede la carica di Assessore. Questa la ricetta del successo avuto fino ad oggi, questa la ricetta che Bassam promette di continuare ad usare, stare vicino alla gente per il bene della collettività. Anche il Sindaco Ricci ha parlato naturalmente bene di Bassam come uomo e come politico, ma soprattutto del suo operato come Assessore ed ha anche sottolineato l’accordo che prevede in caso di elezione a Consigliere Regionale, le dimissioni dalla carica di Assessore del Comune di Chieti. Auguriamo a Bassam El Zohbi un grande successo elettorale e la conquista dell’ambita poltrona sulla quale siederà nel rispetto delle promesse fatte, ma sappiamo anche che la sua elezione al Consiglio Regionale sarà una grande perdita per la città di Chieti, in quanto verrà a mancare uno degli assessori più attivi e concreti della Giunta Ricci. D’altra parte, se è stato in grado di fare grandi cose a Chieti sarebbe anche giusto che faccia cose grandi in Regione Abruzzo, dove forse ce n’è più bisogno.
Chieti , 5 novembre 2008
C O M U N I C A T O S T A M P A
L’Assessore all’Ecologia ed Ambiente del Comune di Chieti , Bassam El Zohbi , ha rilasciato la seguente dichiarazione.
«A seguito di alcuni articoli pubblicati in questi giorni che facevano riferimento a residui di amianto all’interno di alloggi popolari di proprietà dell’ATER di Chieti e di privati desidero chiarire quanto segue .
Innanzitutto , voglio rassicurare i cittadini che gli stabili di proprietà del Comune di Chieti che contengono amianto sono censiti e tenuti sempre sotto controllo grazie all’aiuto della ASL di Chieti.
Aggiungo che la legge è molto chiara e precisa circa gli obblighi normativi per la rilevazione, il mantenimento in sede, la rimozione e lo smaltimento dei materiali contenenti amianto, presenti nelle strutture edilizie.
Infatti , i materiali contenenti amianto, la cui produzione è stata vietata con legge n. 257/92, sono stati posti in opera fino al 1994 e, in relazione al loro stato di conservazione e destinazione d’uso, tenuto conto che la vita media di tali materiali è di circa 20/30 anni (variabile in relazione all’esposizione agli agenti atmosferici e al tipo di manutenzione a cui sono stati sottoposti nel tempo), deve essere programmato il tipo di intervento di bonifica più idoneo (rimozione, incapsulamento o confinamento).
I prodotti in amianto-cemento, finora utilizzati per lastre di copertura o tubi in edilizia, hanno una composizione di amianto che va, in genere, dal 10 al 15%, secondo la composizione all’origine dei materiali stessi (vedasi tabella 1 allegata al D.M. Sanità del 06.09.1994). I materiali contenenti amianto, rimossi dalle strutture, assumono oggi tutti la classificazione di “rifiuti pericolosi”.
Il quadro normativo della regolamentazione in materia consente una valutazione dei rischi nelle varie situazioni. Nella fattispecie i DD.MM. 06.09.94 e 20.08.99 ci consentono di individuare le metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo e la bonifica dei materiali contenenti amianto, presenti nelle strutture edilizie. Le operazioni di protezione, decontaminazione e bonifica dell’amianto previste dalla legge suddetta comprendono le seguenti attività:
-innocuizzazione o rimozione dei materiali che contengono amianto sia esso floccato che in matrice friabile;
-rimozione dei materiali contenenti amianto in matrice compatta (cemento-amianto);
-smaltimento di sicurezza dei materiali e dei prodotti che contengono amianto.
Il rischio per la salute delle persone è strettamente legato alle condizioni del materiale.
Se il materiale è in pessime condizioni o viene abraso, segato, perforato o spazzolato o danneggiato per un errato intervento di manutenzione o eroso per uso di prodotti chimici o sotto l’azione degli agenti atmosferici, sottoposto a sbalzi termici o, ancora, se friabile, aumenta la possibilità di rilascio di fibre.
Ai sensi del punto 4 del DM 06.09.94, in attesa dell’intervento di bonifica, nel momento in cui è stata accertata la presenza del materiale contenente amianto, il proprietario della struttura e/o il responsabile dell’attività che vi si svolge, datore di lavoro pubblico (dirigente o funzionario avente potere di spesa) o privato, deve attuare un programma di controllo e manutenzione periodica per monitorare lo stato di conservazione del materiale ed effettuare eventuali misure di sicurezza.
In caso di rilevamento di materiali danneggiati e/o degradati che possono dar luogo a rilascio di fibre o nei casi di materiali friabili, il programma va immediatamente inviato all’AUSL competente e contenere i seguenti dati e documenti:
- documento o dichiarazione circa la designazione di una figura responsabile con compiti di controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive che possono interessare i materiali di amianto;
- idonea documentazione da cui risulti l’ubicazione dei materiali contenenti amianto. Sulle installazioni soggette a frequenti interventi manutentivi (ad es. caldaia, tubazioni ed altri impianti presenti) dovranno essere poste avvertenze allo scopo di evitare che l’amianto venga inavvertitamente disturbato;
- documentazione atta a garantire il rispetto di efficaci misure di sicurezza durante le attività di pulizia, gli interventi manutentivi e in occasione di qualsiasi evento che possa causare un disturbo dei materiali di amianto. A tal fine dovrà essere predisposta una specifica procedura di autorizzazione per le attività di manutenzione e di tutti gli interventi effettuati dovrà essere tenuta una documentazione verificabile;
- documento dal quale risulta che è stata fornita una corretta informazione agli occupanti e/o ai vicini dell’edificio sulla presenza di amianto nello stabile, sui rischi potenziali e sui comportamenti da adottare;
- nel caso siano in opera materiali friabili, disposizione che preveda l’ispezione dell’edificio, almeno una volta l’anno, da personale in grado di valutare le condizioni dei materiali, redigendo un dettagliato rapporto corredato di documentazione fotografica. Copia del rapporto dovrà essere trasmesso all’AUSL competente la quale può prescrivere di effettuare un monitoraggio ambientale periodico delle fibre aerodisperse all’interno dell’edificio.
L’intervento di bonifica mediante rimozione ed allontanamento dei materiali e quelli che comportano la manipolazione o rimozione preliminare del materiale, vanno sottoposti a preventiva redazione di un piano di lavoro a cura del datore di lavoro, da trasmettere all’AUSL 30 gg. prima dell’inizio dei lavori ai sensi dell’art. 59-duodecies del d.lgs 257/06 e s.m.i..
Il datore di lavoro (nel caso della P.A., il dirigente preposto) contemporaneamente all’aggiornamento del documento di valutazione dei rischi ai sensi del D.lgs 626/94 e s.m.i. dovrà fornire agli occupanti dell’edificio una corretta informazione sulla presenza di amianto, sui rischi potenziali e sui comportamenti da adottare, raccordandosi con il Comune e con l’AUSL per quanto attiene agli interventi ritenuti necessari e per l’eventuale sorveglianza sanitaria (artt. 4-5 del DM 382/98).
Per quanto attiene gli interventi edilizi eventualmente programmati per i beni comunali, nei quali è stata individuata la presenza di materiali contenenti amianto, oltre all’adozione immediata del programma di controllo in sede dei materiali, come sopra indicato, a cura del dirigente che di fatto ne ha la consegna (Settore LL.PP., Settore Patrimonio o altro Settore se trattasi di destinazione pubblica), il coordinatore in fase di progettazione provvede alla valutazione del rischio amianto in sede di redazione del Piano di Coordinamento e Sicurezza e il Progettista, dal canto suo, individua l’intervento più idoneo in relazione allo stato d’uso rilevato, prevedendo comunque, in idoneo cronoprogramma che l’eventuale rimozione dei m.c.a. avvenga separatamente dagli altri lavori con affidamento a ditta specializzata iscritta all’albo dei gestori ambientali in cat. 10. L’art. 39 della L.R.A. n. 45/2007, riproponendo quanto già previsto dall’art. 30, c.3, della L.R.A. n. 83/2000, ha stabilito che negli interventi di recupero edilizio e/o di demolizione di opere dovrà essere autocertificata l’eventuale presenza di manufatti o sostanze contenenti amianto prima di procedere ad eventuali interventi edilizi in ogni singola unità catastale.
E’ previsto, infatti, che ciascun Comune adotti, entro 90 gg. dall’entrata in vigore della legge, disposizioni che obbligano, per ogni intervento edilizio derivante da concessione edilizia, autorizzazione o altro atto comunale di assenso (d.i.a., capitolati etc.), il titolare o il progettista o il direttore dei lavori a dichiarare:
a)la stima dell’entità e della tipologia dei rifiuti che si producono ivi compresa l’autocertificazione attestante la presenza o meno di sostanze contenenti amianto nell’unità catastale oggetto dell’intervento;
b)il luogo ove si intendono conferire detti rifiuti.”
E’ evidentemente compito del RUP, per i lavori inseriti nel programma ll.pp., anche in assenza di specifica regolamentazione del Comune in tal senso, effettuare prima dell’approvazione del progetto in ciascuno dei suoi livelli, le necessarie verifiche circa la rispondenza dei contenuti del documento progettuale alla normativa vigente, alle indicazioni del documento preliminare e alle disponibilità finanziarie, nonché all’esistenza dei presupposti di ordine tecnico ed amministrativo necessari per conseguire la piena disponibilità degli immobili.
In ogni caso va ricordato che l’art. 59-quater del richiamato d.lgs 257/06 ha disposto che, prima di intraprendere lavori di demolizione o di manutenzione, il datore di lavoro adotta, anche chiedendo informazioni ai proprietari dei locali, ogni misura necessaria atta ad individuare la presenza di materiali a potenziale contenuto d’amianto e, se v’è il minimo dubbio sulla presenza del medesimo materiale nella costruzione, applica le misure ivi previste.
La problematica connessa con la gestione del rischio rappresentato dalle fibre di amianto aerodisperse coinvolge dunque sostanzialmente due aspetti: il primo legato alla salute dei lavoratori e all’igiene dei luoghi di lavori; il secondo legato all’inquinamento ambientale conseguenza dell’eventuale aerodispersione delle fibre e possibilità di inalazione delle persone presenti nella zona.
Nei casi di manufatti in ambiente aperto risulta di notevole difficoltà effettuare un monitoraggio ambientale e stabilire la concentrazione di fibre presenti nell’aria al momento di un eventuale campionamento. In caso di danneggiamento, spontanei o accidentali, si possono verificare rilasci di elevata entità, che tuttavia sono occasionali e di breve durata e che, quindi, non vengono rilevati in occasione del campionamento.
Nella fase di ispezione visiva, pertanto, si deve tener conto dei fattori che possono determinare un futuro danneggiamento o degrado ai fini della valutazione sia del rischio che del metodo di bonifica più idoneo. I controlli e gli interventi necessari debbono essere posti a carico dei proprietari delle strutture (D.M. Sanità del 06.09.94).»
Aree interessate dall’ordinanza 542 del 29-10-2008
L’ordinanza del Comune di Chieti stabilisce che nelle aree interessate alle indagini ambientali svolte dalla Provincia, con il Comune e l’Arta, a Chieti Scalo, nell’area di esondazione del fiume Pescara,
è vietato:
- l’utilizzo di acque da pozzi per fini potabili o irrigui;
- la coltivazione dei campi per uso agroalimentare nelle aree oggetto di rilevamento e nelle aree contermini;
- il consumo alimentare dei vegetali spontanei e dei prodotti dei terreni agricoli ed orti presenti nella zona suddetta, senza la previa acquisizione di certificazione da parte degli enti preposti;
- l’asportazione e/o movimentazione di terreni, salvo i casi autorizzati di bonifica in corso e negli altri casi muniti dei titoli autorizzativi di legge;
- il pascolo degli animali destinati direttamente o con i loro prodotti all’alimentazione;
- la riattivazione degli impianti di potabilizzazione (chiusi dal 21.01.08) in località San Martino.
L’ordinanza è emessa in via cautelativa e potrà essere variata, modificata o ritirata in seguito alle indicazioni che saranno fornite dal competente servizio della AUSL.
Oggi c’è stata la conferenza stampa nella discarica di Casoni, per illustrare l’impianto in costruzione di trattamento meccanico biologico dei rifiuti.
Il Sindaco Ricci e l’Assessore all’Ambiente Bassam El Zohbi hanno presenziato la conferenza.
C’è stata la visita guidata all’impianto
con l’illustrazione delle strutture in costruzione.
Le vasche di raccolta
Gli impianti di selezione e trattamento
e il trattamento di bioessiccazione per la produzione di cdr (Combustibile Derivato da Rifiuto)
Il materiale trattato in questo impianto è il rifiuto indifferenziato, cioè la frazione residuale della raccolta differenziata.
Lo schema impiantistico prevede tre fasi: ricezione e trattamento meccanico, trattamento biologico e raffinazione per la produzione di Combustibile Derivato da Rifiuti (CDR). Ciascuna fase è effettuata in ambienti distinti e separati nei quali è prevista l’aspirazione delle arie esauste e delle polveri e la successiva depurazione con filtri.
Il rifiuto viene triturato e selezionato, con il recupero dei materiali ferrosi e la separazione dei materiali non processabili (triturazione/delacerazione, deferrizzazione e vagliatura). La fase di trattamento biologico, poi, è condotta in un apposito fabbricato chiuso e mantenuto in depressione, per evitare la fuoriuscita di cattivi odori, nel quale il rifiuto staziona per circa 14 giorni. La fase di raffinazione seleziona ulteriormente il rifiuto prodotto per ottenere il CDR.Dal trattamento si originano anche dei sottoprodotti dalla componente organica stabilizzata da destinare a impieghi alternativi (riempimenti, ripristini ambientali, copertura giornaliera dei rifiuti in discarica ecc.). Il tutto sotto il controllo di programmi di gestione altamente automatizzati e la supervisione di operatori specializzati.
L’impianto sarà a servizio di un bacino di utenza costituito dall’ATO n.2, individuato dal nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti approvato con L.R. 45/2007.
Sindaco e Assessore si sono impegnati ad accelerare i tempi per la costruzione delle infrastrutture adeguate alle nuove esigenze dell’impianto stesso. Si prevede un traffico in entrata e in uscita di 27 camion giornalieri.
Chieti, 25 ottobre 2008
L’Assessore all’Ecologia ed Ambiente del Comune di Chieti, Bassam El Zohbi, ha rilasciato la seguente dichiarazione.
«Viste le numerose segnalazioni che mi giungono da esponenti politici e da semplici cittadini preoccupati che all’interno della Discarica “Casoni” si stia realizzando, di nascosto da tutti, un termovalorizzatore, desidero chiarire quanto di seguito.
Ribadisco nuovamente che nella né all’interno della Discarica “Casoni” né in nessun altro luogo del territorio Comunale si sta realizzando alcun tipo di termovalorizzatore.
L’impianto in via di ultimazione alla Discarica “Casoni” è del tipo di Trattamento Meccanico Biologico, ovvero atto a stabilizzare la frazione organica ed a selezionare le varie tipologie di rifiuti non ancora differenziati.
Questo tipo di impiantistica viene apprezzata anche da associazioni ambientalistiche come valida alternativa ai termovalorizzatori.
Ad ogni buon conto ed al fine di tranquillizzare tutti, invito i cittadini e quanti fossero interessati a partecipare alla Conferenza Stampa che si terrà mercoledì 29 ottobre 2008, alle ore 11.30 all’interno della Discarica “Casoni” ove sarà possibile constatare di persona la tipologia di impianto che si sta effettivamente realizzando.»
L’Assessore alle Politiche Abitative del Comune di Chieti, Bassam El Zohbi, ha rilasciato la seguente dichiarazione.
«Ho avuto modo di leggere, nei giorni scorsi, sui quotidiani la protesta di alcuni cittadini di Chieti, riunitisi in apposito Comitato, relativa alla costruzione di un nuovo complesso edilizio a canone concordato e non case popolari, da parte dell’ATER in Via dei Pentri.
Premettendo che sono d’accordo sulla non cementificazione selvaggia dei pochi spazi verdi ancora presenti sul territorio Comunale è, però, un dovere morale del buon Amministratore, specie in un momento in cui l’allarme povertà in Italia, lanciato dalla CARITAS, riguarda oltre il 13% della popolazione, risolvere il “problema casa” che anche nella nostra Città diventa sempre più di attualità visto che il canone di un appartamento arriva a superare il 40% delle entrate di molte famiglie monoreddito .
Come Assessore Delegato alle Politiche Abitative del Comune di Chieti sento mio preciso dovere prestare attenzione anche alle esigenze di quei cittadini che non hanno un tetto sulla testa a causa del loro stato sociale o solo perché, con quello che guadagnano, non riescono ad arrivare alla fine del mese .
Purtroppo, nel passato non sono state avviate serie politiche abitative atte a calmierare il mercato immobiliare ed a stabilizzare l’emergenza abitativa con la conseguenza che oggi ci troviamo di fronte ad affitti gonfiati fuori da ogni regola a cui, peraltro, è difficile porre efficaci rimedi e con risultato un aumento delle famiglie sottoposte a sfratto.
A tal proposito, sia la manutenzione di un edificio di proprietà ATER in zona la Civitella sia la costruzione di nuovi trentasette appartamenti a canone concordato, rappresentano il tentativo da parte dell’Amministrazione di affrontare e risolvere parte del problema .
Inoltre, il Comune ha stanziato dal primo gennaio 2008 un Fondo per l’Emergenza Abitativa per offrire un primo sostegno a quelle famiglie che si trovano in estrema difficoltà.
Pertanto, invito il Comitato a indire un incontro pubblico con l’Assessore all’Urbanistica, l’Assessore ai Lavori Pubblici, l’Assessore al Verde Pubblico e con il sottoscritto per vedere come risolvere al meglio questo problema . »
ott
Chieti , 10 ottobre 2008
C O M U N I C A T O S T A M P A
L’Assessore all’Ecologia del Comune di Chieti, Bassam El Zohbi, ha rilasciato la seguente dichiarazione.
«Gli oli lubrificanti usati, provenienti dall’industria e dal settore motoristico, costituiscono una preziosa materia se opportunamente trattati e riciclati.
Una loro scorretta o non adeguata eliminazione provoca, invece, un grave danno di inquinamento per l’ambiente e per la salute dei cittadini visto che si tratta di prodotti altamente cancerogeni .
A tal proposito le disposizioni di legge in materia sono molto chiare, infatti è vietato:
qualsiasi scarico degli oli usati nelle acque interne di superficie, nelle acque sotterranee, nelle acque marine territoriali e nelle canalizzazioni;
qualsiasi deposito o scarico di oli usati che abbia effetti nocivi per il suolo, come pure qualsiasi scarico incontrollato di residui risultanti dal trattamento degli oli usati;
qualsiasi trattamento di oli usati che provochi un inquinamento dell’aria superiore al livello fissato dalle disposizioni vigenti.
Inoltre, la legge stabilisce che “è fatto divieto ai consumatori di procedere alla diretta eliminazione degli oli usati”.
Quindi, in caso di deposito e/o scarico di olii usati che abbiano effetti nocivi per il suolo o per le acque, le sanzioni previste sono l’arresto sino a due anni o un’ammenda da 2.560 a 10.330 Euro.
Invece, in barba alle leggi e senza alcun rispetto della salute pubblica, continua la criminosa abitudine da parte di qualcuno di abbandonare gli oli esausti quasi in mezzo alla strada.
Prova ne sia il fatto che , a seguito di una segnalazione del Corpo Provinciale delle Guardie Ecologiche Volontarie ( G.E.V.), nel corso di alcuni controlli sul territorio , unitamente ai tecnici della TEMA, ho personalmente rinvenuto, in tre zone differenti della Città di Chieti, due fusti da 180 kg di olio usato, aperti ed abbandonati sulla riva del fiume Pescara ed un altro bidone di circa 30 kg di olio industriale lasciato addirittura in mezzo alla strada, tra i rifiuti urbani .
Come Amministrazione Comunale da tempo abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione affinché i cittadini e le associazioni di categoria si mobilitino per segnalare ed eventualmente denunciare episodi di abbandono di rifiuti di ogni genere, trasformando tanti angoli di Chieti in vere e proprie discariche a cielo aperto.
Per quanto riguarda gli olii usati esiste da tempo un servizio completamente gratuito chiamando il numero verde del Consorzio Obbligatorio Olii Usati (C.O.O.U.): 800 863 048 oppure contattando direttamente il Responsabile di Zona per il ritiro, la “I.T.RO.FER” S.r.l. di Montesilvano , al numero 085 4682035 .
In questo modo, oltre a contribuire a ridurre l’inquinamento, non si rischiano le pesanti sanzioni previste dalla legge e, soprattutto, si salvaguardia la salute nostra e nei nostri figli »








