Altre iniziative “ecologiche” al Comune di Chieti

Written by Bassam on 10 dicembre 2008 – 19:07

Le altre recenti iniziative “ecologiche” dell’Assessore Bassam El-Zohbi al Comune di Chieti:
Impianto fotovoltaico al palatricalle
Centro di raccolta di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche – RAEE
Campagna Mobile Rifiuti Ingombranti
Ricicleria comunale
Raccolta Stradale Oli Vegetali
(documento esplicativo differenziata)


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Rifiuti: Comunicato Stampa Assessore El-Zohbi

Written by Bassam on 17 novembre 2008 – 15:09

Chieti , 17 novembre 2008

C O M U N I C A T O S T A M P A

L’Assessore all’Ambiente del Comune di Chieti, Bassam El Zohbi, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

‹‹Ringrazio i cittadini di Via Amiterno, Zona Brecciarola – Santa Filomena e Zona Madonna del Freddo per il grande senso di civiltà e per la indispensabile collaborazione offerta in occasione dell’avvio del Progetto Sperimentale di smaltimento rifiuti cosiddetto “porta a porta” che continua a dare ottimi risultati in termini percentuali di raccolta.

Infatti, come Città siamo a circa il 24%, mentre nelle zone suddette la differenziata si attesta a circa il 45% in Via Amiterno, a circa il 52% in Zona Brecciarola – Santa Filomena e a circa il 58% in Zona Madonna del Freddo.

Inoltre, detto Progetto Sperimentale ha permesso di far emergere come in alcune aree ad alta densità abitativa, ad esempio in Via Amiterno – zona cinque palazzine, ove abitano da circa 270 nuclei familiari - il “porta a porta”, pur avendo dato i frutti sperati in termini di percentuale di raccolta differenziata ha, però, comportato molti disagi per gli abitanti delle cinque palazzine.

Pertanto, dopo numerosi incontri con le Associazioni della zona e con gli stessi abitanti, ho deciso di optare per un potenziamento della “raccolta differenziata stradale” collocando “cassonetti stradali per la differenziata” monoperatore per ciascuna palazzina.

Infine, torno a ringraziare quei cittadini che hanno fatto della differenziata una scelta di vita.»


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Comunicato stampa sull’amianto a Chieti

Written by Bassam on 5 novembre 2008 – 15:12

Chieti , 5 novembre 2008

C O M U N I C A T O S T A M P A

L’Assessore all’Ecologia ed Ambiente del Comune di Chieti , Bassam El Zohbi , ha rilasciato la seguente dichiarazione.

«A seguito di alcuni articoli pubblicati in questi giorni che facevano riferimento a residui di amianto all’interno di alloggi popolari di proprietà dell’ATER di Chieti e di privati desidero chiarire quanto segue .

Innanzitutto , voglio rassicurare i cittadini che gli stabili di proprietà del Comune di Chieti che contengono amianto sono censiti e tenuti sempre sotto controllo grazie all’aiuto della ASL di Chieti.

Aggiungo che la legge è molto chiara e precisa circa gli obblighi normativi per la rilevazione, il mantenimento in sede, la rimozione e lo smaltimento dei materiali contenenti amianto, presenti nelle strutture edilizie.

Infatti , i materiali contenenti amianto, la cui produzione è stata vietata con legge n. 257/92, sono stati posti in opera fino al 1994 e, in relazione al loro stato di conservazione e destinazione d’uso, tenuto conto che la vita media di tali materiali è di circa 20/30 anni (variabile in relazione all’esposizione agli agenti atmosferici e al tipo di manutenzione a cui sono stati sottoposti nel tempo), deve essere programmato il tipo di intervento di bonifica più idoneo (rimozione, incapsulamento o confinamento).

I prodotti in amianto-cemento, finora utilizzati per lastre di copertura o tubi in edilizia, hanno una composizione di amianto che va, in genere, dal 10 al 15%, secondo la composizione all’origine dei materiali stessi (vedasi tabella 1 allegata al D.M. Sanità del 06.09.1994). I materiali contenenti amianto, rimossi dalle strutture, assumono oggi tutti la classificazione di “rifiuti pericolosi”.

Il quadro normativo della regolamentazione in materia consente una valutazione dei rischi nelle varie situazioni. Nella fattispecie i DD.MM. 06.09.94 e 20.08.99 ci consentono di individuare le metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo e la bonifica dei materiali contenenti amianto, presenti nelle strutture edilizie. Le operazioni di protezione, decontaminazione e bonifica dell’amianto previste dalla legge suddetta comprendono le seguenti attività:
-innocuizzazione o rimozione dei materiali che contengono amianto sia esso floccato che in matrice friabile;
-rimozione dei materiali contenenti amianto in matrice compatta (cemento-amianto);
-smaltimento di sicurezza dei materiali e dei prodotti che contengono amianto.

Il rischio per la salute delle persone è strettamente legato alle condizioni del materiale.

Se il materiale è in pessime condizioni o viene abraso, segato, perforato o spazzolato o danneggiato per un errato intervento di manutenzione o eroso per uso di prodotti chimici o sotto l’azione degli agenti atmosferici, sottoposto a sbalzi termici o, ancora, se friabile, aumenta la possibilità di rilascio di fibre.

Ai sensi del punto 4 del DM 06.09.94, in attesa dell’intervento di bonifica, nel momento in cui è stata accertata la presenza del materiale contenente amianto, il proprietario della struttura e/o il responsabile dell’attività che vi si svolge, datore di lavoro pubblico (dirigente o funzionario avente potere di spesa) o privato, deve attuare un programma di controllo e manutenzione periodica per monitorare lo stato di conservazione del materiale ed effettuare eventuali misure di sicurezza.

In caso di rilevamento di materiali danneggiati e/o degradati che possono dar luogo a rilascio di fibre o nei casi di materiali friabili, il programma va immediatamente inviato all’AUSL competente e contenere i seguenti dati e documenti:

- documento o dichiarazione circa la designazione di una figura responsabile con compiti di controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive che possono interessare i materiali di amianto;

- idonea documentazione da cui risulti l’ubicazione dei materiali contenenti amianto. Sulle installazioni soggette a frequenti interventi manutentivi (ad es. caldaia, tubazioni ed altri impianti presenti) dovranno essere poste avvertenze allo scopo di evitare che l’amianto venga inavvertitamente disturbato;

- documentazione atta a garantire il rispetto di efficaci misure di sicurezza durante le attività di pulizia, gli interventi manutentivi e in occasione di qualsiasi evento che possa causare un disturbo dei materiali di amianto. A tal fine dovrà essere predisposta una specifica procedura di autorizzazione per le attività di manutenzione e di tutti gli interventi effettuati dovrà essere tenuta una documentazione verificabile;

- documento dal quale risulta che è stata fornita una corretta informazione agli occupanti e/o ai vicini dell’edificio sulla presenza di amianto nello stabile, sui rischi potenziali e sui comportamenti da adottare;

- nel caso siano in opera materiali friabili, disposizione che preveda l’ispezione dell’edificio, almeno una volta l’anno, da personale in grado di valutare le condizioni dei materiali, redigendo un dettagliato rapporto corredato di documentazione fotografica. Copia del rapporto dovrà essere trasmesso all’AUSL competente la quale può prescrivere di effettuare un monitoraggio ambientale periodico delle fibre aerodisperse all’interno dell’edificio.

L’intervento di bonifica mediante rimozione ed allontanamento dei materiali e quelli che comportano la manipolazione o rimozione preliminare del materiale, vanno sottoposti a preventiva redazione di un piano di lavoro a cura del datore di lavoro, da trasmettere all’AUSL 30 gg. prima dell’inizio dei lavori ai sensi dell’art. 59-duodecies del d.lgs 257/06 e s.m.i..

Il datore di lavoro (nel caso della P.A., il dirigente preposto) contemporaneamente all’aggiornamento del documento di valutazione dei rischi ai sensi del D.lgs 626/94 e s.m.i. dovrà fornire agli occupanti dell’edificio una corretta informazione sulla presenza di amianto, sui rischi potenziali e sui comportamenti da adottare, raccordandosi con il Comune e con l’AUSL per quanto attiene agli interventi ritenuti necessari e per l’eventuale sorveglianza sanitaria (artt. 4-5 del DM 382/98).

Per quanto attiene gli interventi edilizi eventualmente programmati per i beni comunali, nei quali è stata individuata la presenza di materiali contenenti amianto, oltre all’adozione immediata del programma di controllo in sede dei materiali, come sopra indicato, a cura del dirigente che di fatto ne ha la consegna (Settore LL.PP., Settore Patrimonio o altro Settore se trattasi di destinazione pubblica), il coordinatore in fase di progettazione provvede alla valutazione del rischio amianto in sede di redazione del Piano di Coordinamento e Sicurezza e il Progettista, dal canto suo, individua l’intervento più idoneo in relazione allo stato d’uso rilevato, prevedendo comunque, in idoneo cronoprogramma che l’eventuale rimozione dei m.c.a. avvenga separatamente dagli altri lavori con affidamento a ditta specializzata iscritta all’albo dei gestori ambientali in cat. 10. L’art. 39 della L.R.A. n. 45/2007, riproponendo quanto già previsto dall’art. 30, c.3, della L.R.A. n. 83/2000, ha stabilito che negli interventi di recupero edilizio e/o di demolizione di opere dovrà essere autocertificata l’eventuale presenza di manufatti o sostanze contenenti amianto prima di procedere ad eventuali interventi edilizi in ogni singola unità catastale.

E’ previsto, infatti, che ciascun Comune adotti, entro 90 gg. dall’entrata in vigore della legge, disposizioni che obbligano, per ogni intervento edilizio derivante da concessione edilizia, autorizzazione o altro atto comunale di assenso (d.i.a., capitolati etc.), il titolare o il progettista o il direttore dei lavori a dichiarare:

a)la stima dell’entità e della tipologia dei rifiuti che si producono ivi compresa l’autocertificazione attestante la presenza o meno di sostanze contenenti amianto nell’unità catastale oggetto dell’intervento;
b)il luogo ove si intendono conferire detti rifiuti.”

E’ evidentemente compito del RUP, per i lavori inseriti nel programma ll.pp., anche in assenza di specifica regolamentazione del Comune in tal senso, effettuare prima dell’approvazione del progetto in ciascuno dei suoi livelli, le necessarie verifiche circa la rispondenza dei contenuti del documento progettuale alla normativa vigente, alle indicazioni del documento preliminare e alle disponibilità finanziarie, nonché all’esistenza dei presupposti di ordine tecnico ed amministrativo necessari per conseguire la piena disponibilità degli immobili.

In ogni caso va ricordato che l’art. 59-quater del richiamato d.lgs 257/06 ha disposto che, prima di intraprendere lavori di demolizione o di manutenzione, il datore di lavoro adotta, anche chiedendo informazioni ai proprietari dei locali, ogni misura necessaria atta ad individuare la presenza di materiali a potenziale contenuto d’amianto e, se v’è il minimo dubbio sulla presenza del medesimo materiale nella costruzione, applica le misure ivi previste.

La problematica connessa con la gestione del rischio rappresentato dalle fibre di amianto aerodisperse coinvolge dunque sostanzialmente due aspetti: il primo legato alla salute dei lavoratori e all’igiene dei luoghi di lavori; il secondo legato all’inquinamento ambientale conseguenza dell’eventuale aerodispersione delle fibre e possibilità di inalazione delle persone presenti nella zona.

Nei casi di manufatti in ambiente aperto risulta di notevole difficoltà effettuare un monitoraggio ambientale e stabilire la concentrazione di fibre presenti nell’aria al momento di un eventuale campionamento. In caso di danneggiamento, spontanei o accidentali, si possono verificare rilasci di elevata entità, che tuttavia sono occasionali e di breve durata e che, quindi, non vengono rilevati in occasione del campionamento.

Nella fase di ispezione visiva, pertanto, si deve tener conto dei fattori che possono determinare un futuro danneggiamento o degrado ai fini della valutazione sia del rischio che del metodo di bonifica più idoneo. I controlli e gli interventi necessari debbono essere posti a carico dei proprietari delle strutture (D.M. Sanità del 06.09.94).»


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L’impianto di Trattamento Meccanico Biologico dei rifiuti a Chieti

Written by Bassam on 31 ottobre 2008 – 15:39

Oggi c’è stata la conferenza stampa nella discarica di Casoni, per illustrare l’impianto in costruzione di trattamento meccanico biologico dei rifiuti.
Il Sindaco Ricci e l’Assessore all’Ambiente Bassam El Zohbi hanno presenziato la conferenza.

C’è stata la visita guidata all’impianto




con l’illustrazione delle strutture in costruzione.
Le vasche di raccolta


Gli impianti di selezione e trattamento




e il trattamento di bioessiccazione per la produzione di cdr (Combustibile Derivato da Rifiuto)

Il materiale trattato in questo impianto è il rifiuto indifferenziato, cioè la frazione residuale della raccolta differenziata.
Lo schema impiantistico prevede tre fasi: ricezione e trattamento meccanico, trattamento biologico e raffinazione per la produzione di Combustibile Derivato da Rifiuti (CDR). Ciascuna fase è effettuata in ambienti distinti e separati nei quali è prevista l’aspirazione delle arie esauste e delle polveri e la successiva depurazione con filtri.
Il rifiuto viene triturato e selezionato, con il recupero dei materiali ferrosi e la separazione dei materiali non processabili (triturazione/delacerazione, deferrizzazione e vagliatura). La fase di trattamento biologico, poi, è condotta in un apposito fabbricato chiuso e mantenuto in depressione, per evitare la fuoriuscita di cattivi odori, nel quale il rifiuto staziona per circa 14 giorni. La fase di raffinazione seleziona ulteriormente il rifiuto prodotto per ottenere il CDR.Dal trattamento si originano anche dei sottoprodotti dalla componente organica stabilizzata da destinare a impieghi alternativi (riempimenti, ripristini ambientali, copertura giornaliera dei rifiuti in discarica ecc.). Il tutto sotto il controllo di programmi di gestione altamente automatizzati e la supervisione di operatori specializzati.
L’impianto sarà a servizio di un bacino di utenza costituito dall’ATO n.2, individuato dal nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti approvato con L.R. 45/2007.
Sindaco e Assessore si sono impegnati ad accelerare i tempi per la costruzione delle infrastrutture adeguate alle nuove esigenze dell’impianto stesso. Si prevede un traffico in entrata e in uscita di 27 camion giornalieri.


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Comunicato stampa impianto TMB

Written by Bassam on 25 ottobre 2008 – 13:20

Chieti, 25 ottobre 2008

L’Assessore all’Ecologia ed Ambiente del Comune di Chieti, Bassam El Zohbi, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

«Viste le numerose segnalazioni che mi giungono da esponenti politici e da semplici cittadini preoccupati che all’interno della Discarica “Casoni” si stia realizzando, di nascosto da tutti, un termovalorizzatore, desidero chiarire quanto di seguito.

Ribadisco nuovamente che nella né all’interno della Discarica “Casoni” né in nessun altro luogo del territorio Comunale si sta realizzando alcun tipo di termovalorizzatore.

L’impianto in via di ultimazione alla Discarica “Casoni” è del tipo di Trattamento Meccanico Biologico, ovvero atto a stabilizzare la frazione organica ed a selezionare le varie tipologie di rifiuti non ancora differenziati.

Questo tipo di impiantistica viene apprezzata anche da associazioni ambientalistiche come valida alternativa ai termovalorizzatori.

Ad ogni buon conto ed al fine di tranquillizzare tutti, invito i cittadini e quanti fossero interessati a partecipare alla Conferenza Stampa che si terrà mercoledì 29 ottobre 2008, alle ore 11.30 all’interno della Discarica “Casoni” ove sarà possibile constatare di persona la tipologia di impianto che si sta effettivamente realizzando.»


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Comunicato stampa oli usati

Written by admin on 17 ottobre 2008 – 20:35

Chieti , 10 ottobre 2008

C O M U N I C A T O S T A M P A

L’Assessore all’Ecologia del Comune di Chieti, Bassam El Zohbi, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

«Gli oli lubrificanti usati, provenienti dall’industria e dal settore motoristico, costituiscono una preziosa materia se opportunamente trattati e riciclati.

Una loro scorretta o non adeguata eliminazione provoca, invece, un grave danno di inquinamento per l’ambiente e per la salute dei cittadini visto che si tratta di prodotti altamente cancerogeni .

A tal proposito le disposizioni di legge in materia sono molto chiare, infatti è vietato:

qualsiasi scarico degli oli usati nelle acque interne di superficie, nelle acque sotterranee, nelle acque marine territoriali e nelle canalizzazioni;

qualsiasi deposito o scarico di oli usati che abbia effetti nocivi per il suolo, come pure qualsiasi scarico incontrollato di residui risultanti dal trattamento degli oli usati;

qualsiasi trattamento di oli usati che provochi un inquinamento dell’aria superiore al livello fissato dalle disposizioni vigenti.

Inoltre, la legge stabilisce che “è fatto divieto ai consumatori di procedere alla diretta eliminazione degli oli usati”.

Quindi, in caso di deposito e/o scarico di olii usati che abbiano effetti nocivi per il suolo o per le acque, le sanzioni previste sono l’arresto sino a due anni o un’ammenda da 2.560 a 10.330 Euro.

Invece, in barba alle leggi e senza alcun rispetto della salute pubblica, continua la criminosa abitudine da parte di qualcuno di abbandonare gli oli esausti quasi in mezzo alla strada.

Prova ne sia il fatto che , a seguito di una segnalazione del Corpo Provinciale delle Guardie Ecologiche Volontarie ( G.E.V.), nel corso di alcuni controlli sul territorio , unitamente ai tecnici della TEMA, ho personalmente rinvenuto, in tre zone differenti della Città di Chieti, due fusti da 180 kg di olio usato, aperti ed abbandonati sulla riva del fiume Pescara ed un altro bidone di circa 30 kg di olio industriale lasciato addirittura in mezzo alla strada, tra i rifiuti urbani .

Come Amministrazione Comunale da tempo abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione affinché i cittadini e le associazioni di categoria si mobilitino per segnalare ed eventualmente denunciare episodi di abbandono di rifiuti di ogni genere, trasformando tanti angoli di Chieti in vere e proprie discariche a cielo aperto.

Per quanto riguarda gli olii usati esiste da tempo un servizio completamente gratuito chiamando il numero verde del Consorzio Obbligatorio Olii Usati (C.O.O.U.): 800 863 048 oppure contattando direttamente il Responsabile di Zona per il ritiro, la “I.T.RO.FER” S.r.l. di Montesilvano , al numero 085 4682035 .

In questo modo, oltre a contribuire a ridurre l’inquinamento, non si rischiano le pesanti sanzioni previste dalla legge e, soprattutto, si salvaguardia la salute nostra e nei nostri figli »


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