Raccolta firme contro la deriva petrolifera in Abruzzo

Written by mara on 15 agosto 2009 – 09:52

Il WWF Chieti, d’intesa con la rete di associazioni EmergenzAmbiente, organizza nuovi appuntamenti per la raccolta di firme sulla petizione che chiede una moratoria trentennale per ricerche ed estrazioni petrolifere in Abruzzo. Un documento col quale si vuole evitare che la “Regione Verde d’Europa” si trasformi in un distretto petrolifero, con danni irreparabili per l’ambiente, la qualità della vita e anche per l’economia. Altre esperienze italiane hanno infatti ampiamente dimostrato che il promesso benessere, dopo lo scavo dei pozzi, c’è stato soltanto per le compagnie petrolifere e non per la popolazione, le cui condizioni sono peggiorate da ogni punto di vista.

Per evitarlo e per affermare chiaro e forte il proprio dissenso BASTA UNA FIRMA. Si ricorda che per aderire alla petizione occorre anche portare con sé un documento di identità.
Un banchetto per la raccolta delle adesioni sarà presente a Chieti nelle serate del 14, 15 e 16 sotto i portici dell’ex Banco di Napoli in occasione del “Chietinstrada Buskers Festival 2009” (i cui organizzatori si ringraziano per la collaborazione), dalle 21 sino a tarda notte. Un altro banchetto sarà allestito a Roccamontepiano in via Roma nei giorni 15 e 16. Gli attivisti del WWF Chieti saranno a disposizione per ogni chiarimento.
Il WWF Chieti coglie l’occasione per ringraziare, insieme a tutti coloro che hanno aderito in ogni angolo della regione, i tantissimi cittadini, abruzzesi e turisti che amano l’Abruzzo, che durante la Settimana Mozartiana hanno voluto sottoscrivere la petizione. Con la loro adesione e con il loro incoraggiamento hanno dato un sostanziale contributo all’attività dei volontari del WWF Chieti: è anche grazie a loro se la raccolta di firme non è mai stata interrotta neppure in un periodo che per molti è dedicato esclusivamente alle vacanze e al riposo.


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Comunicato Stampa

Written by Bassam on 6 dicembre 2008 – 19:55

Il Sindaco di Chieti, Francesco Ricci, e l’Assessore Bassam El Zohbi, poiché il prossimo 8 dicembre 2008 coincideranno, per la prima volta, la festività Cristiana dell’Immacolata Concezione e la festività Islamica del Sacrificio - legata al Profeta Abramo - inviano al mondo Cristiano ed al mondo Islamico i loro migliori auguri con la speranza che il futuro, specialmente per i più giovani, possa essere all’insegna della pace e dell’integrazione tra i popoli.


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Rifiuti: Comunicato Stampa Assessore El-Zohbi

Written by Bassam on 17 novembre 2008 – 15:09

Chieti , 17 novembre 2008

C O M U N I C A T O S T A M P A

L’Assessore all’Ambiente del Comune di Chieti, Bassam El Zohbi, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

‹‹Ringrazio i cittadini di Via Amiterno, Zona Brecciarola – Santa Filomena e Zona Madonna del Freddo per il grande senso di civiltà e per la indispensabile collaborazione offerta in occasione dell’avvio del Progetto Sperimentale di smaltimento rifiuti cosiddetto “porta a porta” che continua a dare ottimi risultati in termini percentuali di raccolta.

Infatti, come Città siamo a circa il 24%, mentre nelle zone suddette la differenziata si attesta a circa il 45% in Via Amiterno, a circa il 52% in Zona Brecciarola – Santa Filomena e a circa il 58% in Zona Madonna del Freddo.

Inoltre, detto Progetto Sperimentale ha permesso di far emergere come in alcune aree ad alta densità abitativa, ad esempio in Via Amiterno – zona cinque palazzine, ove abitano da circa 270 nuclei familiari - il “porta a porta”, pur avendo dato i frutti sperati in termini di percentuale di raccolta differenziata ha, però, comportato molti disagi per gli abitanti delle cinque palazzine.

Pertanto, dopo numerosi incontri con le Associazioni della zona e con gli stessi abitanti, ho deciso di optare per un potenziamento della “raccolta differenziata stradale” collocando “cassonetti stradali per la differenziata” monoperatore per ciascuna palazzina.

Infine, torno a ringraziare quei cittadini che hanno fatto della differenziata una scelta di vita.»


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Comunicato stampa sulla bolletta telefonica del Comune di Chieti

Written by Bassam on 13 novembre 2008 – 19:33

Chieti, 13 novembre 2008

C O M U N I C A T O S T A M P A

L’Assessore all’Informatizzazione del Comune di Chieti, Bassam El Zohbi, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

«A seguito di alcune notizie circolate nei giorni scorsi riferite alla presenza di una bolletta Telecom “cocente” pari a 15.425,00 Euro a carico del Comune di Chieti, mi preme sottolineare quanto segue.

In esito a detta notizia è necessario, anzitutto, rilevare che :

la sola spesa telefonica negli anni 2002–2005 al Comune di Chieti (governato dal Centro Destra) si attestava, mediamente, sui 450.000,00 (sottolineo quattrocentocinquantamila) Euro all’anno!!!

A detta somma doveva aggiungersi la spesa per la trasmissione dati e la manutenzione che incideva per circa ulteriori 70.000 Euro all’anno!!!

Dalla metà del 2006 (ovvero da quando ricopro l’incarico di Assessore alla Informatizzazione e Datifonia del Comune di Chieti) ho avviato una drastica riorganizzazione della rete telefonica e dei servizi connessi che ha portato ai seguenti risultati:

bonifica delle linee superfluee eliminando circa 50 linee urbane per lo più attivate negli anni precedenti al mio insediamento. In particolare, per quelle che riguarda gli uffici (circa 30 linee ) le attivazioni erano state effettuate autonomamente in quanto, la mancata destinazione, da parte della precedente Amministrazione, non aveva permesso la realizzazione di reti e, quindi, il necessario accesso ad Internet; inoltre sono state eliminate linee, attivate precedentemente al 2002 , che risultavano in uso a privati ma a spese del Comune. A tal proposito sono già state attivate tutte le procedure di legge per il recupero di dette somme pagate;

riorganizzazione delle reti locali ( cosiddette LAN ) e di quelle tra edifici con centralizzazione delle uscite su Internet anche ai fini del controllo degli accessi;

realizzazione della rete Intranet;

passaggio dal gestore Telecom (dal gennaio del 2008) a Fastweb con una diminuzione delle tariffe connesse al traffico ed alla trasmissione dei dati di circa il 25%;

riduzione dei costi di manutenzione dei centralini telefonici di circa il 40 % rispetto ai canoni pagati fino a tutto il 2005;
controllo diretto ed immediato delle fatturazioni (mai avviato prima).

Se a qualcuno le attuali spese sembrano ancora elevate si consideri che, comunque , il Comune dispone di circa 300 numeri interni suddivisi su otto sedi diverse (Piazza Vittorio Emanuele II, Via delle Robinie, Viale Amendola, Via Nicolini, Delegazione dello Scalo, Autoparco, Cimitero, Impianti di Depurazione) e di circa 270 postazioni dati in rete, a cui vanno aggiunte le spese telefoniche di 32 plessi scolastici e l’intero sistema della Giustizia (Tribunale, Procura e Giudici di Pace.

E’ di tutta evidenza, quindi, anche ai profani che una rete così ampia ed articolata ha dei costi fissi che più di tanto non possono essere compressi oltre a quelli del traffico su cui l’Amministrazione sta lavorando perché siano ridotti ulteriormente mediante l’introduzione delle tecnologie VOIP e FOIP.

Oltre a ciò, è stato avviato da tempo anche il discorso relativo alla rete Wifi (già attivato nel quartiere di Brecciarola) che sarà estesa a tutta la Città entro i prossimi mesi riducendo ulteriormente i costi.

Invito, infine, tutti a non prendere troppo sul serio chi diffonde ad arte notizie false e tendenziose volte soltanto a cercare il plauso della platea e, forse, qualche voto in più, dimostrando invece, una triste realtà e cioè che i reali costi della telefonia al Comune di Chieti gli erano e gli sono del tutto ignoti.»


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Comunicato stampa sull’amianto a Chieti

Written by Bassam on 5 novembre 2008 – 15:12

Chieti , 5 novembre 2008

C O M U N I C A T O S T A M P A

L’Assessore all’Ecologia ed Ambiente del Comune di Chieti , Bassam El Zohbi , ha rilasciato la seguente dichiarazione.

«A seguito di alcuni articoli pubblicati in questi giorni che facevano riferimento a residui di amianto all’interno di alloggi popolari di proprietà dell’ATER di Chieti e di privati desidero chiarire quanto segue .

Innanzitutto , voglio rassicurare i cittadini che gli stabili di proprietà del Comune di Chieti che contengono amianto sono censiti e tenuti sempre sotto controllo grazie all’aiuto della ASL di Chieti.

Aggiungo che la legge è molto chiara e precisa circa gli obblighi normativi per la rilevazione, il mantenimento in sede, la rimozione e lo smaltimento dei materiali contenenti amianto, presenti nelle strutture edilizie.

Infatti , i materiali contenenti amianto, la cui produzione è stata vietata con legge n. 257/92, sono stati posti in opera fino al 1994 e, in relazione al loro stato di conservazione e destinazione d’uso, tenuto conto che la vita media di tali materiali è di circa 20/30 anni (variabile in relazione all’esposizione agli agenti atmosferici e al tipo di manutenzione a cui sono stati sottoposti nel tempo), deve essere programmato il tipo di intervento di bonifica più idoneo (rimozione, incapsulamento o confinamento).

I prodotti in amianto-cemento, finora utilizzati per lastre di copertura o tubi in edilizia, hanno una composizione di amianto che va, in genere, dal 10 al 15%, secondo la composizione all’origine dei materiali stessi (vedasi tabella 1 allegata al D.M. Sanità del 06.09.1994). I materiali contenenti amianto, rimossi dalle strutture, assumono oggi tutti la classificazione di “rifiuti pericolosi”.

Il quadro normativo della regolamentazione in materia consente una valutazione dei rischi nelle varie situazioni. Nella fattispecie i DD.MM. 06.09.94 e 20.08.99 ci consentono di individuare le metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo e la bonifica dei materiali contenenti amianto, presenti nelle strutture edilizie. Le operazioni di protezione, decontaminazione e bonifica dell’amianto previste dalla legge suddetta comprendono le seguenti attività:
-innocuizzazione o rimozione dei materiali che contengono amianto sia esso floccato che in matrice friabile;
-rimozione dei materiali contenenti amianto in matrice compatta (cemento-amianto);
-smaltimento di sicurezza dei materiali e dei prodotti che contengono amianto.

Il rischio per la salute delle persone è strettamente legato alle condizioni del materiale.

Se il materiale è in pessime condizioni o viene abraso, segato, perforato o spazzolato o danneggiato per un errato intervento di manutenzione o eroso per uso di prodotti chimici o sotto l’azione degli agenti atmosferici, sottoposto a sbalzi termici o, ancora, se friabile, aumenta la possibilità di rilascio di fibre.

Ai sensi del punto 4 del DM 06.09.94, in attesa dell’intervento di bonifica, nel momento in cui è stata accertata la presenza del materiale contenente amianto, il proprietario della struttura e/o il responsabile dell’attività che vi si svolge, datore di lavoro pubblico (dirigente o funzionario avente potere di spesa) o privato, deve attuare un programma di controllo e manutenzione periodica per monitorare lo stato di conservazione del materiale ed effettuare eventuali misure di sicurezza.

In caso di rilevamento di materiali danneggiati e/o degradati che possono dar luogo a rilascio di fibre o nei casi di materiali friabili, il programma va immediatamente inviato all’AUSL competente e contenere i seguenti dati e documenti:

- documento o dichiarazione circa la designazione di una figura responsabile con compiti di controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive che possono interessare i materiali di amianto;

- idonea documentazione da cui risulti l’ubicazione dei materiali contenenti amianto. Sulle installazioni soggette a frequenti interventi manutentivi (ad es. caldaia, tubazioni ed altri impianti presenti) dovranno essere poste avvertenze allo scopo di evitare che l’amianto venga inavvertitamente disturbato;

- documentazione atta a garantire il rispetto di efficaci misure di sicurezza durante le attività di pulizia, gli interventi manutentivi e in occasione di qualsiasi evento che possa causare un disturbo dei materiali di amianto. A tal fine dovrà essere predisposta una specifica procedura di autorizzazione per le attività di manutenzione e di tutti gli interventi effettuati dovrà essere tenuta una documentazione verificabile;

- documento dal quale risulta che è stata fornita una corretta informazione agli occupanti e/o ai vicini dell’edificio sulla presenza di amianto nello stabile, sui rischi potenziali e sui comportamenti da adottare;

- nel caso siano in opera materiali friabili, disposizione che preveda l’ispezione dell’edificio, almeno una volta l’anno, da personale in grado di valutare le condizioni dei materiali, redigendo un dettagliato rapporto corredato di documentazione fotografica. Copia del rapporto dovrà essere trasmesso all’AUSL competente la quale può prescrivere di effettuare un monitoraggio ambientale periodico delle fibre aerodisperse all’interno dell’edificio.

L’intervento di bonifica mediante rimozione ed allontanamento dei materiali e quelli che comportano la manipolazione o rimozione preliminare del materiale, vanno sottoposti a preventiva redazione di un piano di lavoro a cura del datore di lavoro, da trasmettere all’AUSL 30 gg. prima dell’inizio dei lavori ai sensi dell’art. 59-duodecies del d.lgs 257/06 e s.m.i..

Il datore di lavoro (nel caso della P.A., il dirigente preposto) contemporaneamente all’aggiornamento del documento di valutazione dei rischi ai sensi del D.lgs 626/94 e s.m.i. dovrà fornire agli occupanti dell’edificio una corretta informazione sulla presenza di amianto, sui rischi potenziali e sui comportamenti da adottare, raccordandosi con il Comune e con l’AUSL per quanto attiene agli interventi ritenuti necessari e per l’eventuale sorveglianza sanitaria (artt. 4-5 del DM 382/98).

Per quanto attiene gli interventi edilizi eventualmente programmati per i beni comunali, nei quali è stata individuata la presenza di materiali contenenti amianto, oltre all’adozione immediata del programma di controllo in sede dei materiali, come sopra indicato, a cura del dirigente che di fatto ne ha la consegna (Settore LL.PP., Settore Patrimonio o altro Settore se trattasi di destinazione pubblica), il coordinatore in fase di progettazione provvede alla valutazione del rischio amianto in sede di redazione del Piano di Coordinamento e Sicurezza e il Progettista, dal canto suo, individua l’intervento più idoneo in relazione allo stato d’uso rilevato, prevedendo comunque, in idoneo cronoprogramma che l’eventuale rimozione dei m.c.a. avvenga separatamente dagli altri lavori con affidamento a ditta specializzata iscritta all’albo dei gestori ambientali in cat. 10. L’art. 39 della L.R.A. n. 45/2007, riproponendo quanto già previsto dall’art. 30, c.3, della L.R.A. n. 83/2000, ha stabilito che negli interventi di recupero edilizio e/o di demolizione di opere dovrà essere autocertificata l’eventuale presenza di manufatti o sostanze contenenti amianto prima di procedere ad eventuali interventi edilizi in ogni singola unità catastale.

E’ previsto, infatti, che ciascun Comune adotti, entro 90 gg. dall’entrata in vigore della legge, disposizioni che obbligano, per ogni intervento edilizio derivante da concessione edilizia, autorizzazione o altro atto comunale di assenso (d.i.a., capitolati etc.), il titolare o il progettista o il direttore dei lavori a dichiarare:

a)la stima dell’entità e della tipologia dei rifiuti che si producono ivi compresa l’autocertificazione attestante la presenza o meno di sostanze contenenti amianto nell’unità catastale oggetto dell’intervento;
b)il luogo ove si intendono conferire detti rifiuti.”

E’ evidentemente compito del RUP, per i lavori inseriti nel programma ll.pp., anche in assenza di specifica regolamentazione del Comune in tal senso, effettuare prima dell’approvazione del progetto in ciascuno dei suoi livelli, le necessarie verifiche circa la rispondenza dei contenuti del documento progettuale alla normativa vigente, alle indicazioni del documento preliminare e alle disponibilità finanziarie, nonché all’esistenza dei presupposti di ordine tecnico ed amministrativo necessari per conseguire la piena disponibilità degli immobili.

In ogni caso va ricordato che l’art. 59-quater del richiamato d.lgs 257/06 ha disposto che, prima di intraprendere lavori di demolizione o di manutenzione, il datore di lavoro adotta, anche chiedendo informazioni ai proprietari dei locali, ogni misura necessaria atta ad individuare la presenza di materiali a potenziale contenuto d’amianto e, se v’è il minimo dubbio sulla presenza del medesimo materiale nella costruzione, applica le misure ivi previste.

La problematica connessa con la gestione del rischio rappresentato dalle fibre di amianto aerodisperse coinvolge dunque sostanzialmente due aspetti: il primo legato alla salute dei lavoratori e all’igiene dei luoghi di lavori; il secondo legato all’inquinamento ambientale conseguenza dell’eventuale aerodispersione delle fibre e possibilità di inalazione delle persone presenti nella zona.

Nei casi di manufatti in ambiente aperto risulta di notevole difficoltà effettuare un monitoraggio ambientale e stabilire la concentrazione di fibre presenti nell’aria al momento di un eventuale campionamento. In caso di danneggiamento, spontanei o accidentali, si possono verificare rilasci di elevata entità, che tuttavia sono occasionali e di breve durata e che, quindi, non vengono rilevati in occasione del campionamento.

Nella fase di ispezione visiva, pertanto, si deve tener conto dei fattori che possono determinare un futuro danneggiamento o degrado ai fini della valutazione sia del rischio che del metodo di bonifica più idoneo. I controlli e gli interventi necessari debbono essere posti a carico dei proprietari delle strutture (D.M. Sanità del 06.09.94).»


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Comunicato stampa impianto TMB

Written by Bassam on 25 ottobre 2008 – 13:20

Chieti, 25 ottobre 2008

L’Assessore all’Ecologia ed Ambiente del Comune di Chieti, Bassam El Zohbi, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

«Viste le numerose segnalazioni che mi giungono da esponenti politici e da semplici cittadini preoccupati che all’interno della Discarica “Casoni” si stia realizzando, di nascosto da tutti, un termovalorizzatore, desidero chiarire quanto di seguito.

Ribadisco nuovamente che nella né all’interno della Discarica “Casoni” né in nessun altro luogo del territorio Comunale si sta realizzando alcun tipo di termovalorizzatore.

L’impianto in via di ultimazione alla Discarica “Casoni” è del tipo di Trattamento Meccanico Biologico, ovvero atto a stabilizzare la frazione organica ed a selezionare le varie tipologie di rifiuti non ancora differenziati.

Questo tipo di impiantistica viene apprezzata anche da associazioni ambientalistiche come valida alternativa ai termovalorizzatori.

Ad ogni buon conto ed al fine di tranquillizzare tutti, invito i cittadini e quanti fossero interessati a partecipare alla Conferenza Stampa che si terrà mercoledì 29 ottobre 2008, alle ore 11.30 all’interno della Discarica “Casoni” ove sarà possibile constatare di persona la tipologia di impianto che si sta effettivamente realizzando.»


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Comunicato stampa case popolari

Written by Bassam on 21 ottobre 2008 – 15:12

L’Assessore alle Politiche Abitative del Comune di Chieti, Bassam El Zohbi, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

«Ho avuto modo di leggere, nei giorni scorsi, sui quotidiani la protesta di alcuni cittadini di Chieti, riunitisi in apposito Comitato, relativa alla costruzione di un nuovo complesso edilizio a canone concordato e non case popolari, da parte dell’ATER in Via dei Pentri.

Premettendo che sono d’accordo sulla non cementificazione selvaggia dei pochi spazi verdi ancora presenti sul territorio Comunale è, però, un dovere morale del buon Amministratore, specie in un momento in cui l’allarme povertà in Italia, lanciato dalla CARITAS, riguarda oltre il 13% della popolazione, risolvere il “problema casa” che anche nella nostra Città diventa sempre più di attualità visto che il canone di un appartamento arriva a superare il 40% delle entrate di molte famiglie monoreddito .

Come Assessore Delegato alle Politiche Abitative del Comune di Chieti sento mio preciso dovere prestare attenzione anche alle esigenze di quei cittadini che non hanno un tetto sulla testa a causa del loro stato sociale o solo perché, con quello che guadagnano, non riescono ad arrivare alla fine del mese .

Purtroppo, nel passato non sono state avviate serie politiche abitative atte a calmierare il mercato immobiliare ed a stabilizzare l’emergenza abitativa con la conseguenza che oggi ci troviamo di fronte ad affitti gonfiati fuori da ogni regola a cui, peraltro, è difficile porre efficaci rimedi e con risultato un aumento delle famiglie sottoposte a sfratto.

A tal proposito, sia la manutenzione di un edificio di proprietà ATER in zona la Civitella sia la costruzione di nuovi trentasette appartamenti a canone concordato, rappresentano il tentativo da parte dell’Amministrazione di affrontare e risolvere parte del problema .

Inoltre, il Comune ha stanziato dal primo gennaio 2008 un Fondo per l’Emergenza Abitativa per offrire un primo sostegno a quelle famiglie che si trovano in estrema difficoltà.

Pertanto, invito il Comitato a indire un incontro pubblico con l’Assessore all’Urbanistica, l’Assessore ai Lavori Pubblici, l’Assessore al Verde Pubblico e con il sottoscritto per vedere come risolvere al meglio questo problema . »


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Comunicato stampa oli usati

Written by admin on 17 ottobre 2008 – 20:35

Chieti , 10 ottobre 2008

C O M U N I C A T O S T A M P A

L’Assessore all’Ecologia del Comune di Chieti, Bassam El Zohbi, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

«Gli oli lubrificanti usati, provenienti dall’industria e dal settore motoristico, costituiscono una preziosa materia se opportunamente trattati e riciclati.

Una loro scorretta o non adeguata eliminazione provoca, invece, un grave danno di inquinamento per l’ambiente e per la salute dei cittadini visto che si tratta di prodotti altamente cancerogeni .

A tal proposito le disposizioni di legge in materia sono molto chiare, infatti è vietato:

qualsiasi scarico degli oli usati nelle acque interne di superficie, nelle acque sotterranee, nelle acque marine territoriali e nelle canalizzazioni;

qualsiasi deposito o scarico di oli usati che abbia effetti nocivi per il suolo, come pure qualsiasi scarico incontrollato di residui risultanti dal trattamento degli oli usati;

qualsiasi trattamento di oli usati che provochi un inquinamento dell’aria superiore al livello fissato dalle disposizioni vigenti.

Inoltre, la legge stabilisce che “è fatto divieto ai consumatori di procedere alla diretta eliminazione degli oli usati”.

Quindi, in caso di deposito e/o scarico di olii usati che abbiano effetti nocivi per il suolo o per le acque, le sanzioni previste sono l’arresto sino a due anni o un’ammenda da 2.560 a 10.330 Euro.

Invece, in barba alle leggi e senza alcun rispetto della salute pubblica, continua la criminosa abitudine da parte di qualcuno di abbandonare gli oli esausti quasi in mezzo alla strada.

Prova ne sia il fatto che , a seguito di una segnalazione del Corpo Provinciale delle Guardie Ecologiche Volontarie ( G.E.V.), nel corso di alcuni controlli sul territorio , unitamente ai tecnici della TEMA, ho personalmente rinvenuto, in tre zone differenti della Città di Chieti, due fusti da 180 kg di olio usato, aperti ed abbandonati sulla riva del fiume Pescara ed un altro bidone di circa 30 kg di olio industriale lasciato addirittura in mezzo alla strada, tra i rifiuti urbani .

Come Amministrazione Comunale da tempo abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione affinché i cittadini e le associazioni di categoria si mobilitino per segnalare ed eventualmente denunciare episodi di abbandono di rifiuti di ogni genere, trasformando tanti angoli di Chieti in vere e proprie discariche a cielo aperto.

Per quanto riguarda gli olii usati esiste da tempo un servizio completamente gratuito chiamando il numero verde del Consorzio Obbligatorio Olii Usati (C.O.O.U.): 800 863 048 oppure contattando direttamente il Responsabile di Zona per il ritiro, la “I.T.RO.FER” S.r.l. di Montesilvano , al numero 085 4682035 .

In questo modo, oltre a contribuire a ridurre l’inquinamento, non si rischiano le pesanti sanzioni previste dalla legge e, soprattutto, si salvaguardia la salute nostra e nei nostri figli »


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